Palazzo Japoce – Sede Legale
Palazzo Japoce, situato all’inizio di Salita San Bartolomeo, nella parte più alta del centro storico di Campobasso, è attualmente una delle due sedi di Campobasso della “Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Molise”, insieme a Palazzo Mazzarotta.
Ospita, inoltre, anche gli uffici della “Direzione regionale musei nazionali Molise”.
Il suo aspetto esterno non evidenzia particolari caratteri stilistici che possano con sicurezza ricondurre all’epoca di costruzione, ma è chiaramente sintesi di vari interventi succedutisi nel tempo, probabilmente su preesistenti costruzioni trecentesche e quattrocentesche; l’aspetto attuale, dunque, si è venuto configurando nel corso dei secoli in seguito a successivi ampliamenti e ristrutturazioni che ne fecero una delle residenze più importanti di Campobasso nel XVIII secolo.
Infatti, in una rappresentazione di Campobasso datata 1742, Palazzo Japoce non viene ancora raffigurato mentre, in un elenco dei beni posseduti dalla famiglia Japoce datato 1769, è presente una descrizione di una “casa palazziata sita nella città di Campobasso nel luogo detto colle di S. Bartolomeo”.
Il palazzo, caratterizzato da un portale con foglie d’acanto scolpite in pietra (unico elemento decorativo settecentesco rimasto), ingloba, con la sua facciata principale e i due corpi avanzati a destra e a sinistra, una delle rare piazze oggi esistenti nell’antico centro, denominata impropriamente “Piazzetta Japoce”, che forse in origine doveva trattarsi di una sua diretta pertinenza.
Il palazzo baronale, molto esteso planimetricamente, era uno degli edifici più grandi del borgo antico.
Si articolava su più piani, con il piano terra destinato a scuderie e rimesse e i livelli superiori con funzione residenziale. Era diviso in due appartamenti distinti: il primo, ai piani superiori dell’edificio, contava undici camere con loggia; il secondo, che si sviluppava su due piani, constava di ventisette camere e da quelle al piano terra si accedeva al giardino e al cortile interno coperto e dotato di due cisterne per l’acqua e di un’ampia cantina sottostante.
Attualmente si accede al palazzo attraverso un androne cui segue una scala a vista, parzialmente aperta verso il giardino dal quale si gode una vasta veduta della città di Campobasso.
Nel cortiletto coperto a doppia altezza, sotto la scala di accesso al piano superiore aperta da arcate a tutto sesto, si trova un pozzo in pietra, visibile testimonianza della presenza delle due cisterne per la raccolta dell’acqua ubicate al piano interrato.
Le ringhiere in ferro battuto lungo la scalinata, nonché il sopraluce del portale, sono originali, restaurati e ricollocati in sede.
Su una parete del prospetto che affaccia sul giardino sono collocate due lastre marmoree con iscrizioni, che attesterebbero l’uso del giardino quale luogo di sepoltura di famiglia: una, datata 1769, è la lapide funeraria del capostipite Barone Francesco Japoce, con iscrizione in latino; l’altra, datata 1941, celebra una esponente della famiglia defunta, e dimostra ancora il possesso del palazzo della famiglia Japoce nella metà del ‘900.
Nel 1981 il palazzo venne acquistato dal Ministero dei Lavori Pubblici per conto del Ministero della Pubblica Istruzione al fine di utilizzarlo come nuova sede del Conservatorio musicale “Lorenzo Perosi” di Campobasso. Nel luglio 1986, venne ritenuto non idoneo a tale scopo dal Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Musicale e la Soprintendenza BAAAAS di Campobasso ne fece richiesta di assegnazione al Ministero delle Finanze per destinarlo a polo museale e di cultura.
Alcuni lavori di somma urgenza furono eseguiti dal Provveditorato alle opere Pubbliche di Campobasso con un modesto impiego finanziario che solo parzialmente riuscì a contenere il degrado ed il pericolo di crollo di alcune parti dell’edificio.
Nel 1990 fu consegnato alla Soprintendenza per soddisfare la necessità di primi interventi di consolidamento e restauro e nel 1991 iniziarono i lavori per il completo recupero.
Dichiarato di notevole interesse storico-artistico, venne vincolato ex L. 1089/1939 con D.M. 28/06/1997.
Famiglia Japoce
Francesco Japoce, pioniere della famiglia Japoce, ottenne il titolo di Barone il 4 maggio 1746, in seguito all’acquisto della baronia feudale di Civitella e Casale San Felice. Successivamente il titolo appartenne ai figli Giovanni, Pasquale Maria e ai nipoti Filippo e Francesco.
Il Barone Japoce fu il più intraprendente uomo d’affari campobassano del suo tempo:
- fu uno dei promotori della rivendica della propria città al demanio ed uno dei garanti per le notevoli somme erogate nell’operazione;
- fece investimenti zootecnici e cerealicoli, costituendo feudi in burgensatico e masserie cerealicole;
- fu depositario dei diritti su polveri e salnitri, sale e tabacchi;
- si occupò della gestione della masseria armentizia, legata alla transumanza, e degli opifici che trasformavano i prodotti agricoli o le materie prime prodotte in zona, quali farina e lana;
- ebbe rapporti con i granieri napoletani;
- effettuò investimenti nel settore creditizio;
- mise in atto strategie familiari e alleanze matrimoniali con i Salottolo (altra famiglia dell’élite campobassana) finalizzate al controllo amministrativo di Campobasso e al consolidamento degli interessi cerealicoli e armentizi, sposando Cristina Teresa Salottolo.
- D’Andrea U. (1975). “Campobasso dai tempi del Viceregno all’eversione del feudalesimo (1506-1806). ” Scuola Tipografica di Gavignano.
- Di Iorio E. (1978). “Campobasso. Itinerari di storia e di arte.”
- Vignone F. (Anni Ottanta). “Relazione a corredo della dichiarazione di notevole interesse storico-artistico.”
- Zilli I. (2004). “Non di solo pane. I consumi alimentari della famiglia Japoce di Campobasso (1743-1793).” Edizioni scientifiche italiane.
- Manfredi Selvaggi F. (2008). “L’aspetto urbano fino al Settecento. Campobasso Capoluogo del Molise volume I – Evoluzione urbanistica, Renato Lalli, Norberto lombardi, Giorgio Palmieri.” Palladino Editore.
- Cirillo G. (2008). “Dal Vello al Grano. Campobasso Capoluogo del Molise volume I – Economia e società, Renato Lalli, Norberto lombardi, Giorgio Palmieri.” Palladino Editore.
- Benvenuto C. (2012). “XX Giornata FAI 24 e 25 Marzo 2012 -Palazzo Japoce”.
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Molise