Verifica di interesse
Il Codice dei beni culturali e del paesaggio prevede due differenti procedure per l’apposizione delle disposizioni di tutela, il cosiddetto decreto di vincolo, a seconda della natura del soggetto proprietario del bene.
Per i beni di proprietà dello Stato, delle regioni, degli enti territoriali, di altri enti e istituti pubblici, nonché delle persone giuridiche private senza fini di lucro, il Codice stabilisce una procedura specifica: la Verifica di Interesse Culturale (VIC).
La VIC accerta l’eventuale interesse storico, artistico, archeologico o etnoantropologico del bene. L’esito positivo della verifica comporta l’assoggettamento del bene alle disposizioni di tutela previste dalla normativa vigente.
VERIFICA DELL’INTERESSE CULTURALE – VIC
(art. 12 del D.lgs 42/2004)
A CHI SONO RIVOLTE
Stato, Regione, altri Enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro Ente ed Istituto pubblico e Persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli Enti ecclesiastici civilmente riconosciuti possono sottoporre i beni di loro proprietà (la cui esecuzione risalga ad oltre settanta anni) a VIC, ai sensi dell’art. 12 comma 2 del D.Lgs. 42/2004.
COME PROCEDERE
- Per sottoporre i propri beni a VIC le Figure sopra citate devono chiedere la sottoscrizione di un Accordo con il Soprintendente di capoluogo, in quanto Presidente della Co.Re.Pa.Cu.;
- A seguito della sottoscrizione di detto Accordo saranno fornite al Richiedente le credenziali per accedere al sistema che consente il caricamento della documentazione riguardante il bene da sottoporre a VIC: www.benitutelati.it;
Tale documentazione consiste in
- Documentazione fotografica (esterni ed esterni) esaustiva al fine di comprendere la consistenza dell’intero bene e dei beni mobili eventualmente ivi contenuti. È utile includere una planimetria in cui riportare coni ottici con la numerazione relativa alle foto numerate facenti parte della documentazione fotografica;
- Documentazione catastale (estratti di mappa, dimostrazioni grafiche dei subalterni, visure, altro utile);
- Relazione storica del bene;
- Relazione morfologica del bene;
- Delega di altri proprietari del bene (in caso di Edificato di cui è preferibile procedere con una valutazione complessiva);
- Dati del tecnico referente (telefono e indirizzo e- mail) che si è occupato di predisporre la documentazione utile in caso di necessità da parte degli Uffici MiC.
- Una volta caricata la documentazione di cui sopra il sistema genererà una pagina di avvenuto caricamento. Tale pagina dovrà essere inviata all’indirizzo PEC della Soprintendenza capoluogo (sabap-mol@pec.cultura.gov.it), unitamente ad una copia cartacea dell’intero materiale caricato sul portale da far pervenire alla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Molise.
Una volta ricevuta la comunicazione tramite PEC, con la pagina che attesta l’avvenuto caricamento della documentazione, il Soprintendente provvederà ad avviare il procedimento nei termini temporali stabiliti nell’Accordo sottoscritto.
NOTA
Dal momento dell’avvio decorrono i tempi entro cui il procedimento dovrà concludersi (90 giorni).
L’atto conclusivo viene emanato dalla Co.Re.Pa.Cu., una volta acquisito il parere istruttorio da parte della Soprintendenza territoriale di competenza, e viene successivamente notificato al Richiedente.
Nel caso di esito positivo, il decreto di vincolo così emanato conferma in via definitiva la sottoposizione del bene a tutela ai sensi della Parte II del Codice. Nel caso di esito negativo, viene dichiarato che il bene non presenta interesse culturale e, pertanto, non è più sottoposto a tutela ai sensi della Parte II del Codice.
Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2026, 13:40
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Molise